800mila firme per una “parola chiarificatrice”

supplicaQuesta mattina a Roma è stata consegnata la “Supplica filiale al Papa Franesco sul futuro della famiglia”. La raccolta di firma ha interessanto ben 178 paesi e vede le firme anche di 202 fra cardinali, arcivescovi e vescovi.

In totale le firme sono quasi 800mila e chiedono a Papa Francesco di pronunciare «una parola chiarificatrice» per dissipare il «generalizzato disorientamento causato dall’eventualità che in seno alla Chiesa si apra una breccia tale da permettere l’adulterio – in seguito all’accesso all’eucaristia di coppie divorziate e risposate civilmente – e perfino una virtuale accettazione delle unioni omosessuali. Tutte pratiche, queste, condannate categoricamente dalla Chiesa come opposte alla legge divina e naturale».

In ambito ecclesiale si segnalano le firme del Cardinale Jorge Medina Estévez, prefetto emerito della Congregazione del Culto Divino; il Cardinale Geraldo Majella Agnelo, già primate del Brasile e già segretario della Congregazione del Culto Divino a Roma; il Cardinale Gaudencio Rosales, arcivescovo emerito di Manila; gli ordinari militari degli Stati Uniti e del Brasile, rispettivamente gli arcivescovi Mons. Timothy Broglio e Mons. Fernando Guimaraes. Il presidente della Conferenza Episcopale del Madagascar, l’arcivescovo di Toamasina Mons. Désiré Tsarahasana. Presuli che guidano grandi diocesi: Mons. Ramón Arguelles, arcivescovo di Lipa nelle Filippine, diocesi di 2.700.000 fedeli; l’arcivescovo di Tucumàn, Argentina, Mons. Alfredo Zecca, oltre un milione di cattolici; Mons. Aldo di Cillo Pagotto, arcivescovo di Paraìba, Brasile, (oltre un milione di fedeli) e l’arcivescovo di Manizales, in Colombia, Mons. Gonzalo Restrepo (oltre 800.000 cattolici). In Africa, possiamo menzionare a titolo di esempio, la diocesi di Maputo, Mozambico, con oltre 1.200.000 cattolici, dove hanno firmato sia l’attuale arcivescovo, Mons. Francis Chimoio che il suo predecessore, il Cardinale Alexandre dos Santos. In Asia, fra gli altri, l’arcivescovo di Astana, Kazakhstan, Mons. Tomasz Peta e l’arcivescovo di Trivandrum, in India, Mons. Calis Soosa Pakiam. Diversi arcivescovi e vescovi europei e numerosi eparchi e vescovi dei riti greco-cattolici.

Il numero di firme e le diverse personalità coinvolte, tra cui molti dirigenti e attivisti di movimenti pro-family e pro-life del mondo, mostrano – ha detto il prof. Tommaso Scandroglio, portavoce dell’iniziativa – che “c’è un popolo di credenti molto preoccupato per una certa piega teologica presente nella Chiesa.”