Card. Burke: atto formale di correzione se non ci sarà risposta ai “dubia”

burke01In un’intervista concessa al vaticanista Edward Pentin del National Catholic Register , il cardinale Raymond Burke, uno dei quattro cardinali che hanno chiesto al Papa di rispondere ad alcuni “dubia” sull’esortazione Amoris laetita, ha detto che se Francesco non dovesse rispondere al loro atto di “giustizia e carità”, allora si dovrebbe adottare «un atto formale di correzione di un errore grave».

Di seguito riportiamo uno stralcio dell’intervista del cardinale a Pentin.

(…) Cosa succede nell’ipotesi che il Santo Padre non risponda al vostro atto di giustizia e di carità e non dia i chiarimenti che sperate di ottenere?

Dovremmo affrontare questa specifica situazione. Nella Tradizione della Chiesa esiste la possibilità di correggere il Romano Pontefice. Certamente è una circostanza molto rara. Ma se non vi fosse risposta alle domande, allora direi che si porrebbe la questione di adottare un atto formale di correzione di un errore grave.

In caso di conflitto tra un’autorità ecclesiale e la Sacra Tradizione della Chiesa, cosa si è vincolati a credere e qual è l’autorità che lo determina?

Ciò che è vincolante è la Tradizione. L’autorità ecclesiale esiste unicamente al servizio della Tradizione. Penso al passo di S. Paolo (Lettera ai Galati 1, 8) “se anche noi stessi o un angelo dal cielo vi predicasse un vangelo diverso da quello che vi abbiamo predicato, sia anàtema!”
Se il Papa dovesse insegnare un grave errore o un’eresia, qual è la legittima autorità che può dichiararlo e quali sarebbero le conseguenze?

In questi casi è dovere dei cardinali e vescovi – e storicamente è accaduto – render chiaro che il Papa sta insegnando l’errore e chiedergli di correggerlo.