Card. Burke: La Relatio intermedia sembrava scritta prima

burke01“Il Sinodo è stata un’esperienza difficile. C’era una linea, quella del cardinale Kasper, potremmo dire, con la quale si sono allineati coloro che avevano nelle loro mani la direzione del Sinodo. In realtà, il documento intermedio [Relatio post disceptationem] sembrava già scritto prima degli interventi dei Padri sinodali! E secondo una sola linea, a favore della posizione del cardinale Kasper…” Sono parole del cardinale Burke, attuale cappellano dell’Ordine di Malta, a Le Figaro Magazines del 19 dicembre 2014, intervistato dal vaticanista Jean Marie Guenois.

Secondo il porporato statunitense “è possibile che un cardinale sia in disaccordo col Papa su questioni di procedura o su una linea pastorale. È invece impossibile che vi sia una divergenza su un tema di dottrina e disciplina della Chiesa. Ciò significa quindi che un Cardinale, in certe situazioni, ha il dovere di dire al papa ciò che pensa veramente. Ovviamente, deve sempre esprimersi in modo rispettoso, perché il papa rappresenta il ministero petrino. Ma se il papa ha intorno a sé dei cardinali, è proprio perché gli diano consigli.”

In merito alle due questioni più spinose sollevate al Sinodo, vale a dire quella dei divorziati risposati e quella dell’accoglienza delle persone omosessuali, il cardinale ripete ciò che da tempo sostiene. Da una parte ribadisce il suo impegno, svolto insieme ad altri cardinali, nel ricordare e sostenere ciò che la Chiesa latina ha sempre insegnato, e per questo non accetta di essere tacciato come “non in linea con la Chiesa”, o peggio, di essere considerato “contro il Santo Padre”. “Se dunque ho pubblicato, insieme ad altri cardinali, uno studio su questo tema [dei divorziati risposati, NdR], per esprimere la mia opinione – ha detto Burke – è nello spirito di fornire una vera discussione teologica allo scopo di raggiungere la verità.”

Ritiene “sconcertante” che la questione omosessuale sia stata “introdotta (…) cercando in essa elementi positivi. (…) Come pure il fatto che nella relazione finale sono stati mantenuti i paragrafi sull’omosessualità e sui divorziati risposati che non erano tuttavia stati adottati secondo la necessaria maggioranza dei vescovi.”

“La Chiesa, ha concluso il cardinale Burke, deve difendere il matrimonio, e non indebolirlo. L’indissolubilità del matrimonio non è una penitenza, né una sofferenza. Si tratta di una grande bellezza per chi la vive, è una fonte di gioia. Sono quindi molto preoccupato, e invito tutti i cattolici, laici, sacerdoti e vescovi, di impegnarsi, da oggi fino alla prossima Assemblea sinodale, al fine di evidenziare la verità sul matrimonio.”