Card. Burke: matrimonio pilastro della Chiesa

matrimonio02Considerato uno dei rappresentanti della curia più attivi durante il Sinodo straordinario appena concluso, il cardinale statunitense Raymond Leo Burke concede un’intervista al giornale spagnolo “Vida Nueva”.

Il cardinale statunitense, si sa, è in contrasto con il punto di vista del cardinale Walter Kasper per l’ammissione dei divorziati risposati ai sacramenti. Ritiene che si è cercato di dirigere il Sinodo della famiglia verso una posizione di apertura e denuncia la “manipolazione” mass mediatica del Sinodo stesso. Il dibattito sui punti caldi a suo giudizio crea “confusione” e “difficoltà pastorali”.

“Il pilastro della Chiesa è il matrimonio. Se non insegniamo e viviamo bene questa verità, siamo perduti. Cessiamo di essere la Chiesa”. Parole chiare.

Rispetto alle unioni tra persone dello stesso sesso mostra la stessa franchezza. “Mi rifiuto di parlare di persone gay, perchè nessuno è identificato da questa tendenza. E’ una persona che ha questa tendenza, che è una sofferenza”.

Anche Papa Francesco, con la sua famosa frase “chi sono io per giudicare”, dichiara Burke, dice “che non si può giudicare una persona davanti a Dio, a prescindere dalle sua colpe. Ma gli atti devono essere giudicati; non credo che il Papa pensi cose diverse. Sono peccatori e gli atti sono innaturali. E’ impossibile trovare elementi positivi in un atto malvagio.”

“Ho tutto il rispetto per il ministero petrino e non voglio apparire come una voce contraria al Papa”. Con “parresia” sinodale continua quindi a dire la sua, nell’attesa di essere “promosso” a nuovo incarico come lui stesso ha dichiarato in altra intervista.