Card. Koch: la fedeltà è realizzazione della libertà

“La pastorale del matrimonio oggi deve concentrarsi accuratamente su una buona preparazione al matrimonio, su un catecumenato matrimoniale come equivalente del vecchio tempo di fidanzamento.” Lo ha detto il Card. Koch, presidente del Pontificio Consiglio per la promozione dell’unità dei cristiani, in un intervento tenuto nei giorni scorsi a Battipaglia e riportato dall’Osservatore romano del 26 febbraio.

“Nella visione cristiana – ha detto – l’amore coniugale tra uomo e donna non può limitarsi a se stesso e girare esclusivamente intorno a se stesso, ma deve uscire da se stesso attraverso i figli e per i figli; soltanto attraverso il figlio il matrimonio diventa famiglia. L’amore tra uomo e donna e la trasmissione della vita umana, dunque, sono inscindibili.”

Per questo, secondo il cardinale, “nel considerare i propri figli come il bene più prezioso della famiglia, i genitori cristiani lanciano un segnale profetico contrario al calo delle nascite, che è sempre più diffuso nelle società europee e che va considerato come un “inverno demografico” e come il segno di una mancanza di fiducia nella vita e di speranza nel futuro.”

“Il sinodo dei vescovi del prossimo autunno, ha concluso, si troverà a dover affrontare importanti sfide che potrà raccogliere solo se proclamerà il Vangelo del matrimonio e della famiglia, come il lieto annuncio che la fedeltà coniugale tra due persone, come pure la cura reciproca nell’amore e la trasmissione della vita che ne conseguono, non costituiscono una minaccia o un limite per la libertà umana, ma la sua realizzazione più autentica.”