Card. Sarah: permettere ciò che non è autorizzato è “profanare Cristo”

famiglia lavori in corso“La gente crede che ci sarà una rivoluzione, ma non potrà essere così. Perché la dottrina non appartiene a qualcuno, ma è di Cristo.” Questo il parere del card. Robert Sarah in vista del sinodo 2015. Il prefetto del Culto Divino è intervenuto al Pontificio Istituto Giovanni Paolo II per studi su matrimonio e famiglia, in occasione della presentazione della collana “Famiglia, lavori in corso” della casa editrice Cantagalli.

La collana si è aperta con la pubblicazione di tre volumi, uno dei quali – Eucaristia e divorzio: cambia la dottrina?” - è stato scritto dal vicepreside dell’Istituto, il prof. José Granados, che la Nuova Bussola Quotidiana ha recentemente intervistato.

Il quotidiano Il Foglio riporta che il card. Sarah, presentando i tre volumi, ha detto che dopo il Sinodo dell’ottobre scorso “fu chiaro che il vero fulcro non era e non è solo la questione dei divorziati risposati”, bensì “se la dottrina della Chiesa sia da considerare un ideale irraggiungibile, irrealizzabile e necessitante quindi di un adattamento al ribasso per essere proposta alla società odierna. Se così stanno le cose, si impone necessariamente una chiarificazione se il Vangelo sia una buona notizia per l’uomo o un fardello inutile e non più proponibile”.

“Permettere a livello di diocesi particolari”, prosegue il cardinale, “quel che ancora non è stato autorizzato dal Sinodo significa “profanare Cristo”. (…) Inganniamo la gente parlando di misericordia senza sapere quel che vuol dire la parola. Il Signore perdona i peccati, ma se ci pentiamo”.

Le divisioni che si sono viste lo scorso ottobre, “sono tutte occidentali. In Africa siamo fermi, perché in quel continente c’è tanta gente che per la fede ha perso la vita”.