Card. Scola: approfondire la natura sacramentale del matrimonio

angelo-scola-saluta-la-follaIl cardinale Scola, intervistato dal quotidiano Avvenire, ricorda che “non bisogna aspettarsi dal Sinodo “decisioni”, queste semmai le prenderà il Papa, ma piuttosto un rinnovato slancio missionario.”

L’arcivescovo di Milano sostiene che si deve rinnovare la riflessione teologica sul matrimonio, innanzitutto “occorre approfondire il nesso fede-matrimonio, il significato della natura sacramentale del matrimonio ed il perché non si possa appiattire su una sorta di “contratto naturale”.

“I cristiani sono chiamati a testimoniare e a rendere ragione dell’amare “per sempre”, condizione costitutiva della natura stessa dell’amore, del desiderio di essere amati e di amare definitivamente. Desiderio che abita il cuore di tutti gli uomini, in ogni tempo e ad ogni latitudine. L’amore non è solo passione, riguarda tutta la persona, nella sua unità di corpo-anima, di uomo-donna, di individuo-comunità, per citare le celebri polarità a cui faceva riferimento von Balthasar.”

A proposito del rapporto tra misericordia e verità, Scola dichiara che “è una grave contraddizione pensare che misericordia e verità siano in opposizione. Certi passaggi di Lumen fidei, la prima enciclica di Papa Francesco, sono di grande aiuto per comprendere che la verità si propone sempre alla libertà dell’uomo.”

Anche la cosiddetta via penitenziale per i divorziati risposati, e il possibile accesso ai sacramenti, va ben specificata per evitare fraintendimenti. “Che cosa s’intende con questa espressione?”, si chiede il cardinale a proposito di questa “via penitenziale”. “Un cammino di conversione che implichi un superamento della norma? Una sorta di “pena” per regolarizzare la propria situazione? Come ho detto è necessario approfondire ancora.”