Don Albanesi al Papa: Lasci perdere quanti cincischiano con i dubia

Don-Vinicio-Papa-Francesco-Capodarco-don-FrancoSantità lasci perdere «quanti cincischiano con i dubia. Sono un po’ farisei e nemmeno scribi, perché non capiscono la misericordia con cui lei suggerisce le cose. Lei abbia pazienza. E’ una fatica, ma noi siamo con lei e la sosterremo sempre».

Le parole sono state proferite, con indiscutibile dote di parresia, davanti a Papa Francesco da don Vinicio Albanesi (nella foto con il Papa), prete marchigiano presidente della Comunità di Capodarco. Il 25 febbraio scorso la comunità è stata accolta in udienza dal Papa e l’occasione per rivolgere qualche parola al pontefice ha permesso a don Albanesi di esprimersi con chiarezza rispetto ai quattro cardinali che hanno sollevato i famosi dubia in merito alla interpretazione del capitolo VIII di Amoris laetitia. D’altra parte sono note le sue qualità di oratore spiccio e schietto, esercitate da sempre anche in campo politico, dove, tra l’altro, fu tra i consiglieri più ascoltati di Romano Prodi.

Probabilmente il tempo era poco per circostanziare un po’ meglio il concetto sui dubia, anche perché don Vinicio aveva altre cose importanti da sottolineare. Ad esempio che «chi vive nelle periferie sa che ci sono tante suore, ma anche laiche, persone che si dedicano alla carità che possono ricevere il diaconato, che non è sacerdozio ma un ministero. Per me è possibile». Ha chiesto anche, «con calma, quando avrà tempo», un documento «sulla dignità della persona, immagine di Dio. Abbiamo sofferto molto in questi anni il disprezzo, lo scarto, la lontananza». 

Il giorno precedente l’udienza, don Albanesi è stato ospite de “Il diario di Papa Francesco”, programma di Tv2000, la tv dei vescovi italiani, per ricordare che «il Papa ha detto che avere fede significa vivere insieme, accogliersi, perdonarsi. Questo per noi è stato importante. Abbiamo cercato un Papa così per 50 anni, ma lo abbiamo trovato solo adesso».

Alle cronache degli ultimi 50 anni risulta almeno un papa santo e uno beato, Giovanni Paolo II e Paolo VI, oltre ad un papa emerito ancora vivente. E’ davvero un peccato che un sacerdote come don Albanesi, forse preso dalla gioia del momento, abbia dato l’impressione di non aver accolto con altrettanto entusiasmo i pontificati precedenti quello di papa Francesco. Certamente non sarà così, perché questi sono pensieri degni di chi cincischia, mentre don Vinicio sa quello che vuole.