Germania, questionario Sinodo: la Chiesa si evolva

Anche la conferenza episcopale tedesca comunica di aver risposto alle domande del questionario intersinodale. Lo fa pubblicando, sul proprio sito www.dbk.de, un documento dal titolo “La vocazione e la missione della famiglia nella Chiesa e nel mondo contemporaneo. Risposta della Conferenza episcopale tedesca alle domande riguardanti la ricezione e l‘approfondimento della Relatio Synodi nel documento di preparazione alla XIV Assemblea generale ordinaria del Sinodo episcopale del 2015”.

In generale il numero delle risposte è stato un po’ inferiore rispetto a quelle fornite in occasione della preparazione del sinodo straordinario del 2014, ma la sostanza è sempre nell’orizzonte di una richiesta di apertura sui temi più spinosi.

I fedeli tedeschi, come riporta anche il SIR, si aspettano una maggiore comprensione nella Chiesa per le forme di vita non pienamente conformi ai dettami evangelici e della morale cattolica. Cosa che era già ampiamente emersa dalle varie dichiarazioni rilasciate in questi mesi dal Card. Marx, presidente della conferenza dei vescovi tedeschi.

La maggior parte dei commenti sono stati raggiunti nelle domande sulle questioni relative al trattamento dei divorziati risposati, alle coppie di credenti che vivono insieme in un matrimonio solo civile o in convivenza, e alle unioni omosessuali. Qui la maggior parte dei fedeli si aspetta uno “sviluppo” della dottrina della Chiesa e la maggiore apertura alle realtà della vita familiare e sociale di oggi.

A proposito dell’accoglienza delle persone omosessuali si dice espressamente che la loro accettazione pastorale “richiede uno sviluppo della morale sessuale della Chiesa sulla base delle più recenti indicazioni delle scienze umane, antropologiche, esegetiche e delle intuizioni della teologia morale”.

Per quanto riguarda, invece, la questione dell’accesso all’eucaristia per i divorziati risposati si legge che la maggior parte dei fedeli ha “l’aspettativa che il Sinodo (…) apra nuove strade”. “Diverse diocesi”, si legge nel documento, “ritengono utile prendere in considerazione la pratica delle Chiese ortodosse”. Si propone anche la possibilità di “benedire in chiesa”, con una forma diversa dal matrimonio, “le seconde nozze civili”.

A leggere questi risultati non meraviglia che il Card. Kasper sia di nazionalità tedesca, vista la sostanziale identità con le sue discusse tesi.