I vescovi africani chiedono un sinodo meno euro-centrico

C’è il pericolo “di un Sinodo eurocentrico senza un forte input dall’Africa”. Lo ha detto P. Joseph Healey della Maryknoll Society alla Catholic News Agency for Africa, commentando i lavori di un recente incontro svoltosi a Nairobi (Kenia), e che ha coinvolto molti vescovi africani.

L’incontro di Nairobi, significativamente intitolato “La vocazione e la missione della famiglia nella chiesa e nel mondo moderno”, si è concentrato sui risultati del sinodo dell’ottobre scorso con un occhio puntato verso quello dell’ottobre prossimo.

Come riporta il Catholic News Agency qualcuno durante il meeting ha apertamente condiviso la preoccupazione espressa da P. Healey, arrivando a sostenere che vi sono state evidenti lacune nel dibattito dello scorso ottobre, specialmente per le questioni che stanno a cuore alle chiese d’Africa. Ad esempio nella Relatio finale non ci sono riferimenti per quanto riguarda il problema dell’AIDS, né vi sono indicazioni sulla questione delle mutilazioni genitali femminili.

Mons. Kevin Dowling, vescovo di Rustenburg, Sud Africa, è intervenuto a Nairobi dicendo che, invece, di concentrarsi su questioni sopratutto occidentali, il sinodo dovrebbe occuparsi del “male contro cui lottano le famiglie e i genitori”. Secondo Dowling è necessario affrontare innanzitutto “tutti i problemi che minacciano le relazioni tra le persone nella società e rendono difficile per i genitori di oggi l’educazione dei figli”. Il vescovo ha individuato la vera sfida che le chiese del mondo occidentale devono affrontare, ossia quella dello scollamento tra religione e cultura. E anche se i problemi dell’Africa sono altri, c’è il rischio concreto che questo situazione del mondo occidentale secolarizzato si riverberi indirettamente sulle popolazioni africane.