I vescovi tedeschi aprono alla comunione ai divorziati risposati

Deutsche Synodenteilnehmer«La decisione individuale, secondo le singole circostanze, di non essere ancora in grado di ricevere i sacramenti merita rispetto e stima. Ma si deve anche rispettare una decisione [individuale] a favore della ricezione dei sacramenti».

Queste parole costituiscono l’asse portante delle aperture ai sacramenti per i divorziati risposati che si trova nel documento «La gioia dell’amore che viene vissuta nelle famiglie è anche la gioia della Chiesa», con sottotitolo: «Introduzione ad una rinnovata pastorale delle nozze e della famiglia alla luce dell’Amoris Laetitia». E’ stato pubblicato ieri, 1 febbraio, e approvato lo scorso 23 gennaio dal consiglio permanente della conferenza episcopale di Germania.

Il documento offre indicazioni simili a quelle già presenti nella linee guida dei vescovi maltesi, anche se si vogliono evitare soluzioni “lassiste” e “rigoriste” scrivono però che «il sacerdote [in discernimento con la coppia nel loro singolo caso] rispetterà il giudizio della coscienza individuale, che quella persona ha raggiunto dopo aver esaminato la propria coscienza convincendosi che il suo accesso alla Santa Eucaristia può essere giustificato davanti a Dio».

Per i vescovi tedeschi l’accesso ai sacramenti per i divorziati risposati è chiaramente aperto, sulla base di quanto indicato da Amoris laetitia nella nota 351 e anche nella nota 336. Quindi, in certi casi, nonostante la coppia irregolare viva more uxorio sarebbe possibile accedere all’eucaristia. Rispetto a quanto recentemente dichiarato dal prefetto della Congregazione della Dottrina della fede al mensile Il Timone sembra che ci sia qualche contraddizione.