Il filosofo Grygel su Amoris laetitia: Attenzione alla casistica del “sì, ma”

amoris-laetitia-bis1Qualche giorno fa il quotidiano Il Foglio ha pubblicato una riflessione del filosofo polacco Stanislaw Grygiel a proposito dell’esortazione Amoris laetitia. Grygel è ordinario di Antropologia filosofica al Pontificio Istituto Giovanni Paolo II per studi su matrimonio e famiglia di Roma, è stato allievo di Karol Wojtyla all’Università di Lublino, diventandone poi consigliere. Riportiamo di seguito il passaggio centrale del suo intervento, rimandando il lettore al suo intervento integrale che può leggere sul sito de Il Foglio.

(…) «Alcuni dei nostri pastori e “arcipastori”, cercando di non commettere apertamente l’errore di Mosè e nello stesso tempo di non esporsi anche alle critiche da parte dei “cuori sclerotici”, ci assicurano che l’indissolubilità del matrimonio è fuori discussione. Entrano però in un vicolo cieco quando comunque pretendono che il pensiero pratico sui matrimoni falliti si appoggi anche su una piccola parola – “ma” – che permetta loro di costruire commenti casistici con i quali giustificare l’adulterio. Propongono una casistica “sì, ma” che prende in considerazione non tanto la coscienza dell’uomo, quanto la sua inclinazione al male. Se si dovesse andare avanti così, c’è da aspettarsi che a breve seguirà il caos, in cui le persone soggette all’inclinazione al male andranno in giro per le parrocchie e perfino per le diocesi in cerca dei casuisti più furbi. Oggi ci serve urgentemente un Pascal, che scriva “Le nuove Provinciali”.

Le parole di Cristo sono chiare e univoche. Spiegando alla gente il Decalogo, ordina in modo inequivocabile: “Sia /…/ il vostro parlare sì, sì: no, no; il di più viene dal maligno” (Mt 5, 37). Tuttavia gli uomini dai “cuori sclerotici” preferiscono il chiaroscuro che fanno del frammentario “sì” e del chiassoso “no” e che loro ritengono la più grande conquista della loro intelligenza. E’ di questo chiaroscuro che formulano un concetto della misericordia tale che nel momento di essere emotivamente mossa dalla povertà altrui lascia la Verità dell’Amore nell’agonia nel Giardino degli Ulivi. Ciò significa che questo concetto serve come la misericordia che usano i cavalieri quando danno il colpo di grazia a chi già è ferito a morte.»