Il prossimo sinodo sarà su giovani e fede. E il vescovo di Friburgo si aspetta che i vescovi tedeschi aprano alla comunione ai divorziati risposati

sinodo 02Mentre ieri veniva annunciato il tema del prossimo sinodo che si svolgerà a Roma nell’ottobre 2018, si continuano a registrare interpretazioni diverse dell’esortazione Amoris laetitia che ha chiuso il doppio sinodo sulla famiglia 2014-2015.

La prossima assemblea dei vescovi quindi si occuperà dei giovani, più precisamente avrà come titolo “I giovani, la fede e il discernimento vocazionale”. Questo tema, si legge nel comunicato emesso dalla Sala Stampa della Santa Sede di ieri, è «espressione della sollecitudine pastorale della Chiesa verso i giovani, è in continuità con quanto emerso dalle recenti Assemblee sinodali sulla famiglia e con i contenuti dell’Esortazione Apostolica post-sinodale Amoris Laetitia».

Secondo qualche indiscrezione (vedi ad es. QUI) il tema in questione sarebbe stato una sorta di seconda scelta, visto che da tempo si rincorrevano voci sulla possibile messa a tema del celibato sacerdotale, ma questo sarebbe stato bocciato dalla maggioranza dei membri del XIV Consiglio del Sinodo dei Vescovi. Un altro tema di cui si era vociferato riguardava quello della guerra e della pace.

Intanto, come accennavamo in apertura, monsignor Stephan Burger, arcivescovo di Friburgo, in Germania, ha annunciato (vedi QUI) che si aspetta un documento dei vescovi tedeschi in materia di matrimonio e famiglia. In particolare gli sta a cuore la questione dell’eucaristia per i divorziati risposati.

Secondo monsignor Burger, Amoris laetitia “apre ogni strada per la ricezione della Comunione” ai divorziati risposati. «La vita», dice, «è troppo complicata per avere a portata di mano una soluzione chiara e inequivocabile per tutti e tutto». D’altra parte la diocesi di Friburgo, insieme a quelle di Rottenburg-Stoccarda e Magonza, è nota per aver aperto alla comunione per i divorziati risposati già nel lontano 1993, con un documento famoso a firma del cardinale Walter Kasper, del cardinale Karl Lehmann e mons Oskar Saier. Questo documento si proponeva di aprire all’accesso dei sacramenti valutando “caso per caso”.

Ma il Vaticano intervenì per stoppare sul nascere ogni fuga in avanti, esattamente un anno dopo. 1994, infatti, è datata la lettera della Congregazione Dottrina della Fede, firmata cardinale Ratzinger, rivolta ai vescovi circa la recezione dell’eucaristia da parte dei fedeli divorziati risposati. Anche nel 2013, cioè appena un anno prima del sinodo straordinario sulla famiglia, il predecessore di Burger, il vescovo Robert Zollitsch, già presidente della Conferenza episcopale tedesca, aveva proposto ai suoi preti, con una circolare, di riammettere i divorziati risposati alla Santa Comunione. Anche questa inusuale presa di posizione venne bocciata dal Vaticano, questa volta con una lettera scritta dall’attuale prefetto della Dottrina della Fede, il cardinale Gerhard Ludwig Müller.

Ora però, almeno secondo monsignor Buger, sembra davvero che le cose siano cambiate.