La relatio finale non parla molto dei gay, per i divorziati risposati “discernimento”

sinodo 02Il testo della relatio finale, presentato ai padri questa mattina, viene votato in queste ore e ancora non è pubblico, ma il cardinale Schonborn, presente al briefing con la stampa, ha già svelato alcune cose. “Non troverete molto sull’omosessualità”, perché il testo deve tener conto delle diverse “sensibilità politico-culturali”, mentre sui divorziati risposati la parola chiave è “discernimento”.

Alla domanda se c’è un cenno preciso sulla questione dell’accesso ai sacramenti per le coppie cosiddette “irregolari”, Schonborn, dice che non c’è nulla di diretto, ma “indirettamente” sì, ed è il discernimento “caso per caso”. Ci sarà modo di verificare poi sul testo che in serata dovrebbe essere pubblico, magari anche con i risultati del voto, che sarà punto per punto.

Il testo è di 94 paragrafi, per circa un centinaio di pagine e raccoglie sia la pioggia di modi presentati dai circoli minori, nonché le ultime richieste di modifiche arrivate ieri dopo la prima bozza. In generale il grande messaggio del Sinodo è “un grande sì alla famiglia”. Sia il cardinale Damasceno Assis, che Schonborn, hanno detto al briefing che è stata una grande esperienza di “comunione” tra i padri e che il “nuovo metodo ha funzionato bene”.

Sui due temi sensibili dell’omosessualità e dei divorziati risposati registriamo quindi una situazione che vede sul primo tema un risultato che non dirà nulla di più di quanto si trova già nel Catechismo della Chiesa Cattolica, mentre sul secondo un sostanziale nulla di fatto che però apre la porta a possibili sviluppi che vengono lasciati al pontefice. Sugli omosessuali il documento, dice Schonborn,  si occupa della questione di famiglie in cui ci sono persone con questo orientamento per aiutarle a gestire questa realtà in modo cristiano, nulla più. E qui si deve notare il ruolo svolto in particolare dalla chiese d’Africa che hanno senz’altro frenato qualsiasi fuga in avanti.

Sulla questione, invece, dell’accesso ai sacramenti per le coppie di divorziati risposati si procede come indicato in Familiaris consortio n°84, laddove S. Giovanni Paolo II rimandava ad un attento discernimento. “Non c’è bianco o nero, ma è da discernere”, e il testo non si esprimerà in maniera netta. Qui sarà interessante leggere il testo, qui c’è la questione del rapporto tra “coscienza e legge morale”, e vedere come voteranno i padri. Inoltre non è esclusa la nomina di una commissione eretta dal Papa per continuare ad approfondire.

Il cardinale Schonborn, alla domanda se esiste una definizione di famiglia, ha risposto di sì, ed è quella di un uomo e una donna, aperti alla vita, che si promettono amore fedele per sempre. Poi si è lasciato andare a un commento un po’ particolare, ossia che “questo non esclude una ricomposizione delle famiglie, in quelle che io”, dice Schonborn, “chiamo famiglie patchwork”. Questa è una espressione personale del cardinale di Vienna che però sarà difficilmente presente nel testo, anche perché quella teoria dei “semi del Verbo” rinvenibili anche nelle coppie “irregolari”, tanto cara a Schonborn, era già stata stralciata nella relatio del sinodo 2014.

Infine, come ha ricordato P. Lombardi, diciamo che il testo del documento finale è stato votato all’unanimità dalla commissione incaricata della sua stesura. Un testo che, giova ricordarlo, dovrebbe comunque essere molto diverso dall’Instrumentum laboris. (Lo. Be.)