L’attacco alla famiglia è un suicidio dell’umanità

family nonni“Il modo in cui la famiglia è sottovalutata o minacciata è come stare su di un precipizio; dobbiamo fermarci e non fare quel passo finale da cui non c’è ritorno”. Il Card. Muller, a margine dell’incontro internazionale e interreligioso Humanum, ha concesso una breve intervista al National Catholic Register. L’importante evento patrocinato dalla Congregazione della Dottrina della Fede e svoltosi a Roma dal 17 al 19 novembre ha avuto interventi di assoluto rilievo.

“E’ una cosa straordinaria – ha detto il cardinale – che tante comunità cristiane e 14 religioni del mondo si siano date appuntamento per dare testimonianza sulle convinzioni di base del matrimonio”.

La difesa della famiglia e dell’unione coniugale rappresenta una ineludibile frontiera per progettare il futuro dell’umanità, perché “gli attacchi al matrimonio come unione complementare di un uomo e una donna rappresentano una sorta di suicidio dell’umanità stessa.” Soprattutto in Europa, Stati Uniti e nell’America del Nord.

Secondo Muller “non possiamo dire che la relazione fondamentale tra uomo e donna sia soltanto un prodotto culturale o sociale, un “dono” di un governo o la costruzione dell’uomo, ma piuttosto si tratta di un fondamento. (…) Anche i bambini non sono un prodotto della società o dello stato. I governi non possono soppiantare la primordiale responsabilità dei genitori per i loro figli, né possono negare ai bambini il diritto di crescere con una mamma e un papà”.

Il cardinale si è poi soffermato sul matrimonio come sacramento, un fatto troppo spesso dimenticato e sottaciuto, magari eclissato da altri problemi apparentemente più attuali, ma in realtà secondari. “In Cristo lo stato naturale del matrimonio, il naturale legame tra un uomo e una donna uniti in matrimonio, è elevato a sacramento, a segno e strumento della Sua grazia e della Sua stessa relazione con la Chiesa.” Questa grazia è azione di misericordia, è il sigillo del vincolo coniugale. Qualcosa a cui credere, un dono da coltivare. L’indissolubilità è grazia e non un problema per il quale è necessario trovare eccezioni.