L’esortazione post-sinodo del Papa tra febbraio e marzo?

papa sinodoSecondo quanto riporta il vaticanista Marco Tosatti l’esortazione post-sinodale del Papa dovrebbe uscire in febbraio. L’Osservatorio sul Sinodo della Nuova Bussola è in grado di confermare queste voci, anche se qualcuno parla di marzo. Comunque sia, entro pochi mesi avremo la tanto attesa pronuncia del Papa.

Il documento, che recepirà i lavori del doppio sinodo su matrimonio e famiglia, dovrebbe confermare i risultati espressi durante i lavori. Come indica Tosatti si dovrebbe trattare di un testo “magmatico” che sul tema più aperto della discussione sinodale, vale a dire l’accesso ai sacramenti per i divorziati risposati civilmente, parlerà ancora di “discernimento” caso per caso sulla scia di Familiaris consortio n°84. In questo orrizzonte difficilmente si arriverà a vie completamente nuove, mentre sembra ormai chiaro che aumenterà il ruolo del vescovo diocesano.

Interessante notare che questo documento sarebbe in preparazione da tempo, “già prima di ottobre” scrive Tosatti. In effetti fin dai giorni immediatamente successivi alla conclusione del Sinodo qualche fonte aveva sussurato che il testo era già in gestazione, sebbene i lavori del sinodo ordinario avessero determinato alcune novità di cui non si poteva non tener conto. Tutto fa pensare che difficilmente si arriverà alle auspicate soluzioni proposte da alcuni prelati tedeschi, ma d’altra parte si potrebbero palesare indicazioni pastorali tali da permettere interpretazioni contrastanti.

Il gruppo di lavoro che, insieme al Papa, è impegnato al lavoro di redazione dell’esortazione – scrive Tosatti – sarebbe composto dal “direttore de La Civiltà Cattolica, padre Antonio Spadaro, mons. Pierangelo Sequeri, preside della facoltà Teologica dell’Italia Settentrionale, mons. Maurizio Gronchi, professore all’Urbaniana e braccio destro del Segretario generale del Sinodo, il card. Baldisseri, e il rettore dell’Università Cattolica di Buenos Aires, uomo di fiducia di papa Bergoglio, l’arcivescovo Víctor Manuel Fernández.” (Lorenzo Bertocchi)