Mons. Chaput: ogni attività sessuale extraconiugale è “disordinata”

philadelphia meeting family“Dovremmo fare tutto quello che possiamo per assicurarci che l’insegnamento della Chiesa sia chiaro ed amorevole e che si viva questa dottrina con chiarezza ed amore e non solo parlarne.” Mons. Charles Chaput, pastore della diocesi di Philadelphia, che proprio nel 2015 ospiterà l’incontro mondiale delle famiglie, concede un’intervista al portale Aleteia dove torna a parlare dei temi del Sinodo.

A proposito del dibattito sul possibile accesso dei divorziati risposati all’eucaristia dice che esistono “molte più persone divorziate e risposate che vanno comunque a fare la Comunione. Se proprio si vuole essere chiari a riguardo, questa sembra essere la posizione più eclatante. E’ come se ignorassero la posizione della Chiesa che non permette di ricevere l’Eucaristia quando si vive in un secondo “matrimonio”.

Bisogna “fare del nostro meglio” per sostenere chi vive l’abbandono coniugale, dice Chaput, e si deve sottolineare anche che “vi sono molte persone che sono fedeli al loro coniuge, anche dopo essere stati abbandonati, perché credono nell’insegnamento della Chiesa. Affermare che il loro sacrificio e la loro testimonianza eroica non è di valore, sarebbe stupido.”

Per aiutare le persone “non si può solamente dare un principio e dire: “Seguilo”. Non funziona. Ma non si possono nemmeno aiutare senza esprimere ciò che crediamo essere vero.  Perciò, penso che si debba dire ciò che crediamo e nello stesso tempo  accompagnarle, incoraggiarle ed aiutarle passo passo.”
Come applicare quanto ha detto nei confronti di una persona omosessuale? – ha chiesto la giornalista – Il Catechismo insegna che “gli atti omosessuali sono intrinsecamente disordinati” e che la tendenza omosessuale è “oggettivamente disordinata”. Come si può spiegare questo con amorevolezza, per esempio, ad un giovane che scopre questa tendenza in se stesso, che forse ne prova vergogna e che non conosce nessuno a cui rivolgersi? Come gli parlerebbe la Chiesa?

Il Vescovo di Philadelphia ha risposto in modo molto chiaro, da vero pastore. “Prima di tutto, la Chiesa deve parlare alle persone di ciò. E spesso non è così. Penso, in tutta la mia vita sacerdotale, di non aver mai ascoltato un’omelia sull’omosessualità. Parlo con le persone e mi dicono che non ne hanno mai sentita una.  Quindi noi non ci stiamo trastullando nel condannare le persone. Anzi, non ne stiamo parlando affatto.

Penso che sia molto, molto importante dire che ogni genere di rapporto sessuale extraconiugale sia sbagliato, non solo quello omosessuale. Ogni uso improprio dell’energia sessuale è sbagliato. Ogni attività sessuale al di fuori del matrimonio è disordinata. Se usiamo questo vocabolario, dobbiamo usarlo per tutto il discorso sulla sessualità umana e non solo per le persone attratte dallo stesso sesso. Dev’essere in questo contesto. Ma nello stesso tempo, si deve far capire chiaramente, con ogni sforzo, che tu sei amato dalla Chiesa. Alcune persone useranno il nostro insegnamento contro di noi. Ci picchieranno sulla testa e ci diranno: “Non mi ami, perché non mi lasci fare quello che voglio”. E noi non faremo altro che continuare ad amarli, senza lasciarci spaventare o scoraggiare da questo genere di ostilità. I bambini fanno tutte le volte così ai loro genitori. Si arrabbiano con loro e li offendono. Ma i loro genitori non smettono di parlargli e di amare i propri figli.”