Mons. Fischer: compito del Sinodo promuovere l’amore capace di sacrificio

Archbishop_Fisher_810_500_55_s_c1Una delle grandi domande sollevate dal sinodo è: “come amare?” E la risposta, secondo l’Arcivescovo di Sydney, non può essere banale. ”La modernità parla di amore, ci sono canzoni d’amore, la gente parla di fare l’amore, …”, ha detto mons. Fisher, “ma nel profondo le persone sanno che non sono molto brave ad amare, è il dono di sé, il sacrificio, quello che realmente è necessario.”

Papa Francesco ha recentemente nominato l’Arcivescovo Anthony Colin Fisher OP di Sydney, Australia, in qualità di membro della Congregazione per la Dottrina della Fede. In una recente intervista a Radio Vaticana l’Arcivescovo ha parlato del prossimo Sinodo.

“Il sinodo dello scorso anno e il Sinodo prossimo, non sono, non dovrebbero essere sinodi dottrinali, sono sinodi pastorali, ma sappiamo che i problemi che vengono considerati hanno anche le loro implicazioni dottrinali “.

In definitiva, ha aggiunto il vescovo, “che cosa noi consideriamo come un matrimonio? E’ qualcosa che è infinitamente flessibile? O c’è un significato intrinseco al matrimonio, o qualcosa circa l’antropologia degli esseri umani e il modo in cui si relazionano che mette giustamente un limite a quello che consideriamo un matrimonio?”

La risposta a queste domande è al cuore del dibattito sinodale, ma il principio da cui partire per comprendere l’amore coniugale, secondo mons. Fischer, è molto chiaro. “L’amore sacrificale, personificato da Gesù Cristo, con la sua Settimana Santa, e la sua Pasqua per noi, è il tipo di amore che abbiamo bisogno di imparare di nuovo e che dobbiamo insegnare al mondo.” L’alternativa è l’amore sentimentalistico che, purtroppo, è come voler costruire la casa sulla sabbia.