Mons. Gądecki: il Sinodo non può ignorare il magistero di S. Giovanni Paolo II

Arcivescovo Stanislaw GadeckiMons. Stanisław Gądecki, vescovo di Poznań e presidente della conferenza episcopale della Polonia, ha concesso un’intervista al canale Gloria.tv. Di seguito proponiamo ai lettori la nostra traduzione di un passaggio relativo al sinodo e al ruolo dell’insegnamento di S. Giovanni Paolo II su matrimonio e famiglia.

D: L’insegnamento di Giovanni Paolo II ha giocato un ruolo importante durante il Sinodo?

Mons. Gądecki: Penso che questo insegnamento non sia stato abbastanza evidenziato durante le discussioni del Sinodo, soprattutto se consideriamo che il contributo di Giovanni Paolo II nel campo del matrimonio e della famiglia supera molte volte l’insegnamento dei papi recenti.

Per questa ragione non è così semplice sorpassare questo insegnamento, sostanzialmente ben formulato in Familiaris Consortio.

Spero che l’onda corta della prima parte del Sinodo passerà e la seconda parte faccia più affidamento sul suo insegnamento.

Come sempre ci sono anche vescovi che chiedono delle concessioni per i divorziati, ma non è questo il problema principale nell’attuale situazione del matrimonio e della famiglia. Più del 90% dei casi hanno a che fare con altri problemi e difficoltà. Perciò la maggior parte degli aspetti sottolineati dai giornalisti dopo la prima parte del Sinodo sono importanti, ma non sono certo la cosa più importante nella situazione globale sull’insegnamento [della Chiesa] riguardo a matrimonio e famiglia.

D: In molto paesi dell’Europa occidentale, non ci sono praticamente più giovani famiglie nella Chiesa, ciò non doveva essere trattato durante il Sinodo della famiglia? E la Chiesa ha una risposta a riguardo?

Mons. Gądecki: Ci sono movimenti di famiglie che considerano questo problema e danno un contributo molto importante. Oggi la pressione sul matrimonio dall’esterno per fargli cambiare natura o anche per distruggerlo è infatti così forte che le persone non riescono facilmente a proteggersi da ciò. Qualche coppia può essere forte e può non avere bisogno di aiuto, ma la maggioranza delle famiglie giovani richiede il sostegno di altre persone che condividono le stesse motivazioni e la stessa fede. Questo è il motivo per cui i movimenti di famiglie come Domestic Church o Notre Dame sono molto utili. L’esperienza dell’Europa occidentale ci mostra che restano nella Chiesa quelle persone che si aiutano a vicenda e appartengono a questi movimenti.

L’uomo è debole: è esposto a forti influenze esterne, contro le quali non riesce a difendersi. Durante il Sinodo dell’anno scorso è stato detto che le coppie sposate hanno bisogno di accompagnamento pastorale non solo prima, ma anche negli anni che seguono il matrimonio. A riguardo, si dovrebbero prendere come riferimento famiglie mature, che hanno accumulato anni di esperienza e che a volte possono sostenere le giovani famiglie con i loro problemi, più che i pastori.