Mons. Gadecki (Polonia): Il nostro compito è sostenere la famiglia, non colpirla

polonia(di Luisella Scrosati) Il Presidente della Conferenza Episcopale polacca, S. E. Mons. Stanisław Gądecki, in un incontro con i giornalisti ha rilasciato delle dichiarazioni molto interessanti sui temi scottanti dell’ultimo Sinodo (originale in polacco, tradotto in inglese)

Mons. Gądecki, circa un mese fa (vedere qui), aveva già preso le distanze dalla linea espressa nella Relatio post disceptationem, che aveva stigmatizzato affermando: «Il nostro scopo pastorale principale è sostenere la famiglia, non colpirla esponendo le situazioni difficili».

Ora è ritornato alla carica, esprimendo con grande chiarezza la propria posizione.

Sulla proposta di ammettere alla Comunione, a precise condizioni, i divorziati risposati, l’Arcivescovo non ha esitato a denunciare il tentativo di un attacco all’indissolubilità del matrimonio, che provocherebbe inevitabilmente come conseguenza dei cambiamenti nel modo di intendere altri due sacramenti, cioè la Penitenza e l’Eucaristia.

Questa proposta, secondo il vescovo polacco, è stata sostenuta al Sinodo particolarmente dai vescovi sudamericani e da quelli tedeschi, evidenziando che in Germania è ormai prassi comune ricevere la santa Eucaristia senza premettere la confessione sacramentale. Ma se la Germania piange, il sud-America non ride. Secondo mons. Gądecki nelle nazioni latinoamericane molte coppie che non possono accedere all’Eucaristia, a motivo della propria situazione irregolare, si rivolgerebbero alle sette. Questo esodo provocherebbe una pressione sui Vescovi che vorrebbero introdurre la prassi proposta da Kasper come tentativo di arginare tale fenomeno.

Tuttavia nessuna “soluzione” del genere può essere presa, perché l’insegnamento di Cristo, relativamente all’adulterio, rimane sempre valido, qualunque siano le difficoltà del momento, che non mancavano certamente né ai tempi di Gesù, né nei primi secoli della storia della Chiesa.

La Chiesa non può ammettere soluzione diverse da quelle già brillantemente esposte dal Magistero, e sarebbero moltissimi i Vescovi, anche dell’Europa centrale ed orientale, a ritenere la nuova proposta impossibile. E’ infatti la fede e non le categorie sociologiche – spiega l’Arcivescovo ai giornalisti – a dover guidare le scelte della Chiesa.

Mons. Gądecki, che ha partecipato a tre Sinodi, paragona la gestione dell’Arcivescovo croato Nikola Eterovic, nominato segretario generale del Sinodo da S. Giovanni Paolo II nel 2004, con quella del Card. Lorenzo Baldisseri. La linea di Eterovic era quella di pubblicare gli interventi ufficiali, invitando invece i Padri sinodali ad astenersi dal rilasciare interviste e dichiarazioni alla stampa. Al contrario Baldisseri ha insistito per la non pubblicazione degli interventi ufficiali, ma ha poi paradossalmente concesso ampia libertà di rilasciare dichiarazioni ai media. Gadecki prende le distanze anche dalla linea del direttore della Sala Stampa Vaticana, P. Federico Lombardi, che avrebbe invitato ai briefing quotidiani solo padri sinodali di una certa linea, riportando le dichiarazione degli altri solo con brevi e personali sintesi.

Una forte critica è stata indirizzata anche alla scelta di optare per una Relatio intermedia. A suo avviso, si è trattato di un tentativo di spingere l’assemblea sinodale in una certa direzione, dando l’idea di un Sinodo «che prova compassione per i divorziati e perciò li ammette alla Santa Comunione e in cui c’è stato invece un piccolo dibattito sui matrimoni regolari». Le discussioni della seconda settimana hanno invece dimostrato il contrario.

Anche la proposta di affidare le procedure di nullità al Vescovo diocesano e l’abolizione del doppio grado di giudizio non è stata ben vista da molti padri. Questa idea, infatti, «comporterebbe una banalizzazione del processo e della responsabilità di coloro che sono separati». Il presule polacco ha infatti fatto notare che spesso i coniugi separati tentano di discreditarsi vicendevolmente, raccontando menzogne, rendendo perciò molto difficoltosa la scoperta della verità. Motivo in più per aumentare la vigilanza, anziché diminuirla.

Il Presidente della Conferenza Episcopale polacca ha poi concluso, riferendo ai giornalisti che presenterà ai confratelli Vescovi, riuniti a fine novembre per un ritiro a Jasna Gora, diverse iniziative per prepararsi al Sinodo ordinario del 2015, tra le quali ci saranno dei simposi per trattare tutti i punti più controversi ed un rilancio della catechesi sul matrimonio.