Mons. Kurtz: non sorvolate sull’importanza della famiglia per la missione

kurtzRiportiamo di seguito alcune riflessioni sul Sinodo appena concluso di Mons. Joseph Kurtz, vescovo di Louisville e presidente della conferenza episcopale degli Stati Uniti. Sono state pubblicate oggi sul sito della sua diocesi, questa è una nostra traduzione:

“In primo luogo, l’ultima sera Papa Francesco ha deciso di rilasciare il testo finale del sinodo dato a lui per il discernimento. Tre settimane fa aveva saggiamente ricordato ai delegati che il Sinodo non è un parlamento che emette una legislazione, ma un azione di comunione cum et sub Petro. Questo per dire che abbiamo deliberato in preghiera con Papa Francesco, e alla fine lui ha ricevuto in preghiera il testo, frutto di questo atto di comunione. In un certo senso il Sinodo è un atto della famiglia di Gesù, legata nelle fede, verità e amore.

Dopo aver approvato il documento, abbiamo umilmente chiesto a Francesco  di donare alla Chiesa un documento sulla famiglia in cui egli potrebbe utilizzare alcune delle nostre raccomandazioni. L’Esortazione apostolica Evangelii Gaudium di Papa Francesco, che ha preso tanti elementi del Sinodo 2012 sulla Nuova Evangelizzazione, è stato un dono per la Chiesa e per il mondo. Quanto sarebbe importante poter ricevere un’esortazione simile sulla famiglia per la guida pastorale, ora e in futuro. Naturalmente Papa Francesco ha molti mezzi per comunicare con i fedeli, e i delegati del Sinodo rispettano profondamente quella che sarà la sua decisione finale.

In secondo luogo, gran parte dei titoli e delle discussione al di fuori del Sinodo ruotavano intorno alla cura pastorale di coloro che sono divorziati e risposati civilmente. Naturalmente le persone saranno tentate di correre subito in queste sezioni del testo per visualizzare e il testo e il voto dei padri. Queste sezioni sono molto importanti per la cura pastorale che sgorga da questo processo sinodale, ma per favore non sorvolate sulla pagine di discussione molto condivise e sui consigli su cosa vuol dire essere radicati in Gesù e nella tradizione fedelmente trasmessa nel corso dei secoli. Vi esorto a partecipare del dialogo che abbiamo fatto su ciò che significa contribuire a formare e sostenere le famiglie, che attraverso le loro azioni eroiche nelle circostanze ordinarie della vita danno testimonianza.

Evidenziare e onorare l’eroica testimonianza delle famiglie di oggi è stata una convinzione condivisa che attraversa le pagine del documento in modo bello. Le famiglie oggi non sono semplicemente l’oggetto della nostra preoccupazione (anche se sicuramente si meritano tutto il nostro aiuto), ma come Papa Francesco ha ripetuto, sono chiamate ad essere il soggetto della missione attraverso il quale Dio agisce nel suo popolo. (…) Tutti sono d’accordo che la testimonianza delle famiglie è essenziale, così come la necessità di formazione e supporto continuo per tutte le famiglie.

In terzo luogo, come è stato riferito, ci sono stati diversi punti di vista su come la custodia della dottrina e le necessità pastorali devono essere equilibrati e lavorare insieme. Anche quando c’era disaccordo circa le migliori pratiche pastorali per accogliere e servire le famiglie che soffrono, c’era unanimità che la miglior pratica deve essere radicata nella dottrina della Chiesa e deve essere attentamente sottoposta a discernimento. Alcune discussioni iniziali si sono concentrate sul ruolo della Chiesa locale e di quella universale e la parte che le conferenze episcopali potrebbero svolgere in questo rapporto. In questi dibattiti, l’attenzione era su quali questioni pastorali sono meglio gestite ai diversi livelli. Siamo alle primissime fasi di queste discussioni, e cercheremo in Papa Francesco la guida per andare più in profondità.

Tuttavia, in tutto questo, l’amore di Gesù e l’amore della famiglia – il desiderio di fare ciò che è veramente meglio camminando con quelle che soffrono – ha motivato il cuore di ciascuno dei delegati.”