Mons. Negri: In Amoris laetitia non c’e’ obiezione al magistero precedente

amoris-laetitia-bis1Lo scorso 4 maggio Mons Luigi Negri, vescovo di Ferrara, ha presentato l’esortazione post sinodale Amoris laetitia a Milano presso il Teatro Rosetum.

A proposito del discusso capitolo 8, quello riferitoall’integrazione delle coppie cosiddette “irregolari” il vescovo ha detto che “non c’è una parola che dica che è possibile mettere tra parentesi aspetti fondamentali dell’insegnamento tradizionale della Chiesa”. L’accento nuovo, secondo Negri, è quello per cui “la Chiesa deve sapersi fare carico delle circostanze in cui si trovano gli uomini”. Si tratta di fare un cammino tale per cui queste coppie, “comprendano che il matrimonio cristiano è un evento di straordinaria importanza e si dispongano a comprenderlo con sempre più forza. E si dispongano a fare un cammino di ritorno che deve essere favorito dall’autorità pastorale”.

Se la Chiesa compie questo “camminocercando di capire le ragioni di queste coppie, allo stesso modo esse devono cercare di capire le ragioni della Chiesa”. In questo cammino, quindi, tutto deve mirare a “un ritorno pieno alla vita della Chiesa”.

A proposito di eventuali circostanze attenuanti per la disciplina dei sacramenti, che possano attenuare la responsabilità soggettiva, queste “devono essere considerate, ma è gravemente lesivo della verità del dogma cattolico affermare che esistano situazioni che eliminano totalmente la responsabilità. Questa può essere minore, ma c’è sempre. Perciò di fronte a questa responsabilità i nostri fratelli sono chiamati a pentirsi, a convertirsi e a vivere un cammino di ritorno alla pienezza della comunione ecclesiale”. Non si deve “mettere tra parentesi la disciplina e la dottrina, ma sideve attuare un confronto e un cammino che va dalla dottrina e la disciplina all’incontro”.

L’accesso all’Eucaristia che, in certi casi, sembra essere indicato per i divorziati risposato nella nota n.351 del testo non deve certamente essere inteso “come un diritto”, ma è sempre “nel contesto di un cammino della fede verso il ritorno alla piena comunione ecclesiale”. In Amoris laetitia, dice Negri, “non c’è obiezione alla tradizione magisteriale precedente”. “E se il ritorno fa sì che [queste coppie di divorziati risposati] si mantengano nella posizione di totale irregolarità nei confronti di Cristo e della Chiesa, che è il nuovo matrimonio vissuto nella normale quotidianità, credo che non gli potremo dare la comunione”.