Mons. Tonucci: Una società che non fa figli rinuncia al futuro

“Perché ogni famiglia possa vivere all’altezza della sua missione, è indispensabile che i suoi componenti primari, lo sposo e la sposa, siano formati all’apprezzamento dei valori cristiani fin dalla prima infanzia, e ricevano una specifica preparazione al matrimonio non soltanto nel richiesto corso prematrimoniale, ma in tutta la loro crescita umana e cristiana”.

Lo ha detto Mons. Giovanni Tonucci, delegato pontificio del Santuario della Santa Casa di Loreto e per la basilica di Sant’Antonio a Padova, intervistato dal quotidiano on line korazym.org. Il vescovo è stato tra i padri del sinodo straordinario dell’ottobre 2014.

“Il valore della vita, proclamato dall’insegnamento della Chiesa, è parte integrante del messaggio evangelico. Nella sua enciclica ‘Humanae vitae’, il Beato Paolo VI ha sottolineato la necessità di un rispetto assoluto del valori della sessualità, come dono che la Provvidenza Divina offre all’umanità.” Per questo, ha detto Mons. Tonucci, occorre anche educare alla castità, “ vissuta in un atteggiamento di piena e gioiosa libertà dai tanti condizionamenti esterni”.

“Una società che non ha figli, prosegue il vescovo, rinuncia ad avere un futuro e mostra soltanto di avere perso la speranza, e quindi di essere destinata alla auto eliminazione. La Chiesa guarda alla vita come a un dono, che porta con sé la speranza di un mondo da costruire in base agli ideali evangelici della giustizia, nella solidarietà e dell’amore.”

A proposito del Sinodo, Tonucci ha detto che quello celebrato nel mese di ottobre 2014 “ha lasciato l’indicazione di una ricerca che è ancora in corso, e che la Chiesa, nella sua totalità, continua a svolgere. Pur con questi limiti, alcune indicazioni precise sono emerse, e sono state riaffermate:

la necessità di una adeguata preparazione al matrimonio e di un accompagnamento costante per le coppie di sposi, specialmente per quelle che incontrano difficoltà; l’urgenza di giudicare attentamente e rapidamente i casi di nullità matrimoniale che sono sottoposti all’esame dell’autorità della Chiesa; l’impegno di accogliere in carità e verità le coppie che si trovano in situazioni irregolari, indicando ad esse cammini di conversione e mantenendo comunque il contatto con la comunità ecclesiale, anche qualora si debbano mantenere precisi limiti nella partecipazione ai sacramenti.”