P. Giertych OP: Molta gente confonde la coscienza con il sentimento

Giertych“Molta gente confonde la coscienza con il sentimento”, mentre i “sentimenti sono secondari: la coscienza è una finestra per la verità, la coscienza deve essere formata per vedere la verità.”

Per questo, ha detto il teologo domenicano Wojciech Giertych a Lifesitenews, “non dobbiamo confondere la nostra coscienza con i nostri sentimenti”. In riferimento al recente Sinodo la questione delle coscienza risulta essere molto importante per poter valutare quanto indicato nella Relatio finale in merito a diversi punti sensibili.

Il teologo della Casa Pontificia, membro delle congregazioni della Dottrina della Fede e delle Cause dei Santi, ha specificato che “l’idea di una coscienza soggettiva con la quale mi invento i principi morali così come mi si presentano è assurda. E’ completamente sbagliata.”

A proposito della questione dell’Eucaristia e i divorziati risposati, p. Giertych ha detto che “ogni individuo, prima di ricevere la Santa Comunione, deve giudicare se la riceve la degnamente, credendo che è il corpo, sangue, anima e divinità di Gesù Cristo sotto la forma del pane e del vino”, e “se è in uno stato di Grazia. Questo significa se è cosciente di non aver commesso un peccato mortale.” Se si trova in questo caso deve accedere al sacramento della riconciliazione per essere assolto da tale peccato.

“Nessuno ha un diritto alla comunione, al contrario è un dono del Signore al quale si deve adeguata riverenza. (…) I sacramenti sono un alimento, però questi alimenti devono essere ricevuti nella verità.”

Molti commentatori dopo il Sinodo hanno evidenziato il nuovo ruolo che potrebbe essere attribuito alle conferenze episcopali, secondo un certo processo di “decentramento” nella dinamica pastorale. Il teologo domenicano ha fatto notare che la Chiesa ha sempre applicato un principio di sussidiarietà fra la chiesa “centrale” e quelle “locali”, “però l’idea che tutte le materie dottrinali possano essere gestite a livello diocesano non è corretta.”

“Il vescovo locale”, conclude p. Giertych, “deve affrontare i problemi della sua diocesi applicando il Vangelo, il Magistero della Chiesa e la Tradizione”.