Scola: è necessario rivedere le procedure per l’annullamento

scolaIl cardinale Angelo Scola ribadisce al quotidiano francese La Croix quanto ha già più volte indicato, ossia la “necessità di rivedere l’attuale procedimento di verifica della nullità di un matrimonio”.

Questo, a giudizio dell’arcivescovo di Milano, è il modo misericordioso di accompagnare quei fedeli che si trovano in situazioni canonicamente irregolari. Perciò, “fermo restando il rigore delle sue tappe”, il cardinale propone un procedimento “più flessibile e maggiormente segnato da un atteggiamento pastorale. L’Instrumentum laboris del prossimo Sinodo sulla famiglia – aggiunge – va in questo senso”.

D’altra parte il cardinale ritiene fondamentale una riflessione teologica e canonica sul matrimonio che approfondisca il “dono nuziale di Cristo alla Chiesa” come “fondamento e condizione di possibilità dell’amore degli sposi”. In questa ottica “si deve prestare una grande attenzione ai casi nei quali un matrimonio, celebrato di fatto senza un minimum fidei, si è rilevato nel tempo inconsistente.” Tuttavia, rimane una questione delicata quella del discernimento su questo minimum fidei, infatti, Scola precisa che l’annullamento di un matrimonio in quanto “la fede non ha giocato il ruolo necessario” deve riguardare i “casi in cui evidentemente questo elemento può essere rilevato in modo sufficiente.”

Per quanto riguarda, invece, il tema di un possibile accesso all’eucaristia dei divorziati risposati Scola ribadisce una posizione che fa riferimento alla lettera enciclica Familiaris Consortio e alla esortazione apostolica Sacramentum caritatis. In questo contesto i fedeli divorziati risposati “coltivano il desiderio della piena comunione sacramentale attraverso l’umile preghiera del cuore che domanda a Dio di avere la forza per realizzare il percorso necessario”.