Sul matrimonio una dichiarazione di cattolici e evangelici

evangelical and catholic“Il matrimonio è il fondamento di una società giusta e stabile. Eppure, nel nostro tempo questa istituzione è stata gravemente indebolita dalla rivoluzione sessuale e dai danni che questa ha causato al matrimonio e alla famiglia: diffusione del divorzio, drammatico aumento delle nascite fuori dal matrimonio, l’accettazione del sesso prematrimoniale e delle convivenze, e una mentalità contraccettiva che insiste sul fatto che il sesso ha un rapporto arbitrario con la procreazione”.

E’ l’analisi che si trova in un manifesto pubblicato dalla rivista First Thing e promosso dal gruppo Evangelicals and Catholics togheter, sottoscritto da numerosi e importanti personalità, tra cui George Weigel, Russel Reno, Juan Diego Brunetta OP, Ryan Anderson, Francis J. Beckwith, Robert P. George, l’arcivescovo anglicano Foley Beach, il vescovo cattolico di Ottawa mons. Prendergast e molti altri.

Il titolo della dichiarazione è chiaro: “I due saranno una carne sola: il recupero del matrimonio”, con l’obiettivo di “chiarire e recuperare la verità” sul tema. Si dicono tutti d’accordo sul fatto che il matrimonio è un unione stabile, basata sulla complementarità di maschio e femmina. “Troppi si sono accomodati allo spirito del nostro tempo”, dicono, ma “non ci può essere alcun compromesso sul matrimonio”.

Dopo aver ribadito l’importanza fondamentale della mascolinità e della femminilità si pone l’accento sul fatto che “i nostri atti sessuali hanno dimensioni spirituali e morali” e non possono essere “ridotti” ad un mero fatto “fisico e biologico”. Quindi, “l’unione sessuale deve essere affrontata con rispetto, riconoscendo il potenziale intrinseco per una nuova vita”.

“Insieme confessiamo, scrivono i firmatari, che il matrimonio è stato originariamente ordinato da Dio per essere indissolubile”.

Chiara è anche la posizione contro il riconoscimento civile di unioni tra persone dello stesso sesso. Così facendo, a loro giudizio, si effettua una vera e propria “alchimia, non solo per l’istituzione, ma sulla stessa natura umana”.

“Invece di accettare il dono di Dio, cerchiamo di dominare (e anche modificare) la natura, di costruire le nostre verità morali. Il risultato è un ingannevole pseudo-libertà che degrada la nostra umanità”. Lo Stato che legifera e riconosce le unioni civili e ancor più arriva ad approvare le teorie del gender fino a cancellare la parola padre e madre compie una vera e propria “rivoluzione”. Al punto che “la famiglia diventa una creazione dello Stato, e dove la famiglie è una creazione dello Stato i bambini diventano, in importanti aspetti giuridici, di proprietà dello Stato”. Così, scrivono, si dimentica una verità fondamentale, e cioè che “i bambini sono un dono, non un diritto”.

Inoltre viene respinta con forza anche l’idea che “la realizzazione umana richiede la soddisfazione del desiderio sessuale”, un’idea che “è diffusa e influenza persino le nostre chiese in molti modi”. A questo proposito si dice che “la presenza di uomini e donne che vivono nel celibato” offrono un servizio speciale “alla Chiesa e al mondo”.