USA, attivisti LGBT mettono nel mirino alcuni vescovi

rally for inclusionSecondo il National Catholic Register (USA) sarebbe in atto una vera e propria campagna per colpire alcuni vescovi da parte di gruppi LGTB (lesbian, gay, bisexual e transgender) ben dotati di finanziamenti. L’obiettivo è quello di fare pressione al fine di favorire il cambiamento della prassi e della dottrina cattolica sui temi della famiglia e delle unioni omosessuali. La Human Rights Campaing nel suo pamphlet sul Sinodo ha scritto, fra l’altro, che è importante “creare precedenti per il cambiamento”.

I vescovi da mettere sotto attacco sono quelli maggiormente esposti nella difesa della tradizione cattolica. Vengono definiti come “i migliori dei peggiori vescovi cattolici del paese”, i nomi sono quelli del Card. Francis George (emerito di Chicago), di Mons. Salvatore Cordileone (S.Francisco), Mons. John Nienstedt  (St. Paul and Minneapolis), Mons. Dennis Schnurr (Cincinnati), Mons. Joseph Kurtz (Louisville), Mons. Charles Chaput (Philadelphia), Mons. William Lori (Baltimore) e Mons. Thomas Paprocki (Springfield).

Partner di Human Rights Campaing sono dei veri e propri colossi come American Airlines, Apple, Google, Microsoft, Bank of America, Northrop Grumman, Chevron, Lexus, Goldman Sachs, Coca-Cola e Pepsi Co.

Le azioni da mettere in campo riguardano la distribuzione di libri nel territorio delle diocesi amministrate da questi vescovi, pressioni verso le imprese affinché attivino procedure interne a favore dell’uguaglianza LGBT, assumano persone dichiaratamente LGBT, realizzino promozioni e pubblicità con target LGBT e, infine, sostegni filantropici diretti a associazioni o gruppi LGBT per le loro attività.

Nel pamphlet della  Human Rights Campaing si trova scritto che dopo il sinodo ordinario del 2015 Papa Francesco emanerà “una nuova dottrina”. Viene anche specificato che la difesa del sinodo è l’occasione per fare passi avanti verso una “maggiore inclusione”, citando espressamente il potenziale che riveste il tema del battesimo a “figli di famiglie LGBT cattoliche”.

Altri gruppi LGBT stanno facendo pressione sui temi del sinodo. Il 6 ottobre scorso la Catholics United’s new Pennsylvania ha lanciato una petizione indirizzata al Papa in vista dell’incontro mondiale delle famiglie che si terrà a Philadelphia nel 2015. Questa petizione richiede al papa di inserire un punto all’ordine del giorno, vale a dire “migliorare il ministero pastorale della Chiesa Cattolica per famiglie che comprendono gay, lesbiche, transessuali e transgender”. In particolare viene rilevato che queste persone “soffrono che il loro orientamento sessuale o identità di genere venga considerata “intrinsecamente disordinata”. Il richiamo al testo del catechismo è evidente. Questo gruppo, riporta l’NCR, ha ottenuto almeno 100mila dollari di finanziamenti dalla Gill Foundation del multimilionario Tim Gill.

Poi c’è la Fondazione Arcus, fondata da Jon Stryker, un erede miliardario della Stryker Corp., che ha dato una borsa di 200 mila dollari “per aiutare i sostenitori pro-LGBT ad influenzare e contrastare la narrazione della Chiesa cattolica ed i suoi affiliati ultra-conservatori . “Il sostegno mira” a costruire la difesa dei valori LGBT “in connessione con il sinodo sulla famiglia e la Giornata Mondiale della Gioventù”.